La migliore amica del supermercato: la plastica

La migliore amica del supermercato: la plastica

In che modo si potrebbe parlare di plastica? Noi ragazzi di fine millennio le siamo nati accanto: abbiamo ciucciato plastica fin dai primi giorni di vita, quando nostra madre ci infilò in bocca un aggeggio anti-pianto chiamato volgarmente “ciuccio”. Quindi cosa dovremmo comunicare quando parliamo di plastica? La sua produzione, l’impatto ambientale che ha sul mondo, il consumo smisurato che se ne fa al giorno d’oggi, lo smistamento, l’impacchettamento, il riciclaggio, le isole di plastica, i paesi che più ne esportano e i paesi che più ne importano? sono argomenti di cui abbiamo sentito parlare centinaia di migliaia di volte in qualsiasi bar, telegiornale, perfino su Ciao Darwin ne avranno sicuramente parlato.
La vera domande è: come si può parlare ancora di plastica? Basta maledizione, non ne possiamo più. Non ne possiamo più di sentirla in giro, non ne possiamo più di vederla, ovunque.
Per questo motivo noi, gente di ATLAS, vi racconteremo storie che hanno detto addio alla plastica, di luoghi, spazi e progetti che hanno smesso di averne a che fare. E sono tutti bellissimi.
Ci sono luoghi sulla terra che hanno deciso di tornare indietro ma di andare avanti. Esistono persone che dopo aver conosciuto l’avanzatissima società in cui viviamo hanno deciso di abbandonarla. Ci sono posti, invece, che non hanno la minima idea di cosa voglia dire urbanizzazione e non hanno intenzione di conoscerla.

Zero waste declaration

In Giappone esiste un villaggio che si è stancato. Un piccolo paese di 2 mila abitanti che sta insegnando a tante grandi metropoli cosa voglia dire sostenibilità. Si trova nel sud del Giappone e si chiama Kamikatsu.
Fino a pochi anni fa la gente che abitava in questo villaggio bruciava la spazzatura nei giardini e in appezzamenti di terra lì vicino. Fin quando si resero conto che questo atteggiamento stava compromettendo i loro raccolti e la salute delle loro foreste. La presa di coscienza di questo problema ha portato gli abitanti alla ricerca di una soluzione e questa si chiama “Zero Waste Declaration”. Il loro obiettivo è quello di raggiungere una percentuale di rifiuti riciclati del 100% entro quest’anno e non è impossibile. L’anno scorso infatti hanno raggiunto una percentuale superiore al 90%. Per farlo si servono di tanta inventiva e forza di cambiamento. Hanno costruito un grosso capannone con all’interno 45 diversi container, ciascuno rappresenta una diversa differenziazione dei rifiuti. Tappi di plastica piccoli, tappi di plastica grandi, tubi di cartone rigidi, tubi di cartoni morbidi, e tante altre categorie di rifiuti che permettono di dividere ottimamente la spazzatura e permetterne un efficace riciclaggio. I responsabili di questo piano si impegnano poi a recapitare i diversi rifiuti a società e industrie che si occupano del riciclaggio dei materiali.
Kamikatsu è un esempio da seguire ma soprattutto incarna la giustizia dell’uomo nei confronti della natura. Un problema sorge, un problema va risolto, con ogni mezzo.
Per approfondire “great big story: Japan’s Town With No Waste

L’isola perduta… e ritrovata

670 km separano la costa del Cile da quella che è una delle isole più emblematiche al mondo. Importanza letteraria, culturale, storica, ambientale e naturalistica possono essere ritrovate sulle rive di questa piccola isola nell’oceano Pacifico. Un libro, a dir poco famoso, pubblicato nel 1719 scritto da Daniel Defoe, regala a questo luogo il nome di “Robinson Crusoe Island”. Lo stato del Cile, fino a pochi decenni fa, sfruttava l’oceano come pochi altri paesi del mondo. Intorno al 1980 si rese conto della distruzione che ciò stava comportando e questo portò ad un cambiamento di rotta. Si prese carico della salute del suo mare e delle isole che lo popolavano, compresa l’isola di Robinson Crusoe. Questo piccolo appezzamento nel mare è una riserva naturalistica incredibile: solo in questo luogo è infatti possibile trovare specie rare di piante, foche, colibrì, pesci e coetanei dei dinosauri. La berta Puffinus creatopus è un uccello marino che depone le sue uova solo su quest’isola e in nessun altro paese del mondo. Con uno sforzo economico di 20ml di dollari lo stato del Cile sta ripulendo l’isola del famoso marinaio da tutte le specie parassita, dall’inquinamento e dalla plastica (bandita definitivamente dal 2020), con l’intento di rendere giustizia alla natura del suo paese. La terra è una riserva naturalistica incredibile ma la stiamo distruggendo. La presa di coscienza di un governo e della sua popolazione è una delle armi più forti che esistano.
Per approfondire clicca qui.

Before they pass away

Ci sono paesi nel mondo che dopo aver capito gli effetti dell’inquinamento sulla terra hanno deciso di abbandonare gli usi e gli sprechi della società moderna. Ci sono altri posti invece, che non hanno mai conosciuto il “nostro” mondo, non sono mai venuti a contatto con la tecnologia, con le macchine, i supermercati, la plastica. “Before they pass away” è il titolo di un libro fotografico scritto e composto da Jimmy Nelson. Racconta, con fotografie stupende, la storia di diverse tribù indigene che rifiutano totalmente o parzialmente la trasformazione in società moderne. Loro lo sanno che al di fuori delle loro capanne, delle loro foreste, esiste un mondo che è andato avanti, anzi, per meglio dire è cambiato, ma nonostante ciò non hanno intenzione di abbandonare le loro usanze, i loro costumi, i loro particolari rituali spirituali, ma soprattutto non hanno alcuna intenzione di abbandonare il loro legame con la natura.
Il titolo di questo libro ha un importante significato, tradotto in lingua italiana significa “Prima che scompaiano”. La vita nelle foreste è in pericolo, non solo per le specie animali ma anche per queste popolazioni indigene, che vivono in quei luoghi da centinaia di anni e non hanno mai chiesto nulla. Oggi l’uomo sta facendo tabula rasa degli scenari del nostro mondo, sta squartando la linfa vitale delle foreste, sta decapitando gli habitat di moltissime specie viventi. Prima che scompaiano dovremmo imparare a conoscerle, dovremmo immergerci in queste fotografie e capire come vivono e perché vivono così. Ci sarà una ragione che spinge questi popoli a non avere alcuna curiosità del mondo in cui noi occidentali viviamo. Piedi nudi, respiri liberi, culti segreti e puri, questo era l’uomo. Impariamo a conoscerci prima di scomparire.
Per approfondire: “Before they pass away: Jimmy Nelson at TEDxAmsterdam

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