Suffering in silence

Suffering in silence

Ogni giorno, intorno a noi, accadono cose devastanti a cui difficilmente riusciamo a dare una spiegazione o un senso. Fenomeni per cui spesso, sembra impossibile trovare un filo conduttore, una logica che preveda una giustizia insita. Alcuni di questi fenomeni, di queste tragedie impensabili, sono taciute dai media e ci vengono nascosti. Senza che ce ne possiamo render conto, spesso si ergono attorno a noi dei muri di silenzio, muri invisibili che rigettano al di fuori della nostra consapevolezza, tutto ciò che è più comodo non sapere. L’intento di questa rubrica, “suffering in silence”, è di provare a penetrare questi muri, per permettere a chiunque ne abbia voglia, di aprirsi alla consapevolezza di ciò che accade nel mondo. Le crisi umanitarie più terribili, che interessano varie zone del mondo, tra cui per esempio l’Africa, meritano di essere conosciute e considerate. Meritano anche queste ultime, lo stupore, l’indignazione di cui siamo capaci dinanzi a tragedie che magari ci interessano più da vicino. Perchè dove l’ingiustizia dilaga, la nostra umanità ha il dovere di emergere.

Per tale ragione, in questo piccolo spazio che ci siamo ritagliati, presenteremo di volta in volta tutte le crisi umanitarie di questi ultimi anni, le quali non sono state sufficientemente divulgate dai media. A  tale scopo, intraprenderemo un piccolo viaggio virtuale tra le zone del mondo maggiormente sconvolte da queste crisi di grande portata. La nostra esplorazione inizierà dall’Africa, terra di grandi meraviglie e grandi orrori. Ci addentreremo poi in altre parti del mondo, riportando ciò che più ci colpisce e che, secondo noi, merita di esser conosciuto.

Con la speranza che ciò possa rappresentare una piccola finestra tra
quei muri di silenzio e un’occasione per dei piccoli spunti di riflessione, vi
auguriamo una buona lettura.

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